Il cammino si racconta

Quasi 6000 km di ricchezza di vita

Più vado avanti e più sento che il contatto con la terra, quel mettere un piede davanti all’altro in sincronicità e ritmo crea il battito del mio cuore.

Più vado avanti e più lo zaino si percepisce leggero, le scarpe si fanno piedi e il corpo dopo i primi disequilibri si ritrova e rinasce.

cammino francese 2016

IL Cammino è anche cibo.
Un aspetto che unisce e che nutre non solo il corpo ma anche l’animo perché mangiare bene da soli o in compagnia, crea comunque un legame con il posto.
Molte volte non è possibile per i costi elevati potersi concedere delle coccole culinarie ma lungo il cammino soprattutto in Spagna, ancora è possibile godersi un menù del dia che comprende un antipasto (primero plato o entrante), un piatto principale (segundo plato), un dessert (postre), il pane e acqua o vino o birra.
Non manca jamon y pan tomate la tostada y queso e un ottima spremuta d’arancia (zumo de naranja o jugo de naranja)




La freccia gialla è il segnale più ricercato lungo il cammino.
Si diventa quasi dipendenti e non trovarla crea un senso di instabilità, come aver perso la via. Però proprio quando pensi di aver smarrito il sentiero la ritrovi lì, sull’asfalto o su un palo, una pietra o un muro, pitturata o con un adesivo, di sassi o di legno, di plastica sempre con l’obiettivo di indicarti la via e rassicurarti nel passo.